Offerte estate 2015 in Calabria, le buone occasioni da prendere al volo

Capodanno 2014 in Calabria e Natale

La Calabria è una regione molto atipica per trascorrervi il capodanno o il natale

Oltre che per la sua connotazione geografica questa regione del sud Itala, permette di godere di, Borghi arrampicati su scoscese dorsali montane, nascoste calette e baie marine, boschi sterminati ed incontaminati, testimonianze magno-greche e splendori bizantini, castelli e chiese, musei e monumenti, parchi ed oasi naturalistiche, santuari millenari dove si respira il senso dell'eternità, città vive ed accoglienti, paesini ridenti ed ospitali, gente fiera e amichevole.
Dovunque in Calabria vi sentirete come a casa vostra, accolti calorosamente come un vecchio amico che torna dopo una lunga assenza.

Degna di nota anche la Villa Comunale, adibita ad orto botanico con pregevoli esempi di flora tropicale ed equatoriale.
Il Museo nazionale, dove si conservano reperti archeologici relativi all’intera regione calabrese che vanno dal periodo preistorico all’età della colonizzazione greca, nonché una vasta raccolta artistica romana, bizantina e medioevale.
Qui potrete, inoltre, ammirare i famosi Bronzi di Riace risalenti al V secolo, sottratti dal fondo del Mar Ionio in prossimità dell’antico villaggio di Riace, e tipico esempio della cultura ellenistica..
Interessante anche il Duomo, vittima anch’esso del terremoto del 1908, e ricostruito successivamente seguendo le linee tipiche dell’architettura romanica.
Degni di visita anche i resti del Castello, risalente al periodo aragonese, di cui restano oggi i due torrioni e un tratto di cortina.

Altra provincia da visitare è quella di Vivo Valentia, a Pizzo vi è Il Castello:

È un poderoso baluardo che domina il golfo di Sant'Eufemia, arroccato com’è su di uno sperone roccioso. Il nucleo originario risale alle fortificazioni a difesa del villaggio volute nel 1380 dagli Angioini, che fecero erigere anche la torre rotonda, detta mastra, sulla quale furono impostati i successivi lavori. Il castello vero e proprio, fu fatto edificare da Ferdinando I d’Aragona che, con l’ordinanza del novembre 1480, decretò anche la costruzione dei manieri di Crotone, Reggio, Corigliano, nonché la fortificazione di tutta la costa calabrese, a difesa del regno contro gli assalti dei Turchi. Alla torre mastra ne fu aggiunta un’altra a tronco di cono, più piccola, ed una torretta di guardia, più in basso. Tra le torri principali, un massiccio corpo quadrangolare a strapiombo sulla rupe dalla parte del mare, con casematte e pianterreni; un fossato lo proteggeva dal lato interno, e l’accesso era consentito da un ponte levatoio, tra la torre d’occidente e la parte angolata. La fortezza fu dotata anche di camminamenti, che portavano fuori città, e di cunicoli che, secondo la tradizione popolare, lo collegavano perfino ai castelli di Vibona, Rocca Angitola e Monteleone, l’odierna Vibo Valentia. Alcuni di tali percorsi sotterranei sono ancora esistenti, ad esempio quello che conduce al Palazzo Gagliardi, o l'altro che si dirige verso l’attuale Piazza Umberto I. Il terremoto del 1783 ne distrusse le camere superiori, riedificate nel 1790 dai Silva, all’epoca signori della città. Dopo la legge eversiva della feudalità, il castello fu al centro di conflitti giuridici relativi alla proprietà tra il Comune ed il Genio Militare. Adibito a caserma ed a prigione dal Governo, fu definitivamente ceduto al Comune e dichiarato monumento nazionale con decreto del 1892. Il castello conservò quasi immutata la sua struttura: paradossalmente fu la Sovrintendenza di Reggio Calabria, durante il restauro di pochi anni fa, a far demolire inspiegabilmente le casematte che si affacciavano sul mare.